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Civita

Un gioiello calabrese tra i Borghi più Belli d’Italia, con suggestivi paesaggi montani, tradizioni arbereshe vive e le spettacolari Gole del Raganello.

Civita
e le sue case parlanti

Civita, sul Pollino, è un borgo di origine albanese, compare tra I Borghi più Belli d’Italia della Calabria ed è immerso in uno scenario paesaggistico di grande interesse tra le Gole del Raganello, e il Parco Nazionale del Pollino.

Il borgo conserva una delle più importanti comunità arbëreshe, con cultura, lingua e tradizioni albanesi ancora oggi ben radicate nella popolazione locale. Civita nasce nella seconda metà del 1400 quando qui si fermò un gruppo arbëreshe nato da una grande migrazione di albanesi costretti a fuggire dalla propria terra per le invasioni ottomane.

Addentrandosi fra i vicoli si scopre l’assetto di una tradizionale gjitonia arbëreshë, ovvero il tipico centro storico composto da case di piccole dimensioni disposte a semicerchio attorno a una “casa madre” e una piazzetta comune, che è il centro della vita della comunità.

Qui le case hanno gli occhi… ma anche un naso e una bocca. Sono “Case Kodra” (o “case parlanti”), in onore all’artista albanese Ibrahim Kodra. Si tratta di abitazioni dall’aspetto antropomorfo con facciate che richiamano gli elementi del volto umano: una grande porta al piano terra, una canna fumaria esterna e due piccole finestrelle che raffigurano rispettivamente una bocca, il naso e gli occhi di una faccia. A Civita anche i comignoli delle case costruiti tra il Seicento e il Novecento sono particolari ed avevano funzioni specifiche, oltre a quella di aspirare i fumi del camino.

Ogni comignolo ha una forma diversa, talvolta molto bizzarra per rappresentare i ceti sociali delle famiglie. I più ricchi potevano permettersi di far costruire comignoli più esclusivi e raffinati, quasi come vere e proprie opere d’arte, mentre i meno abbienti avevano comignoli più semplici ed economici.

L’altra funzione curiosa dei comignoli di Civita era quella di tenere lontani gli spiriti maligni e la malasorte che poteva accedere dal camino.

Da non perdere il Museo Etnico Arbëresh, istituito nel 1989 per conservare e salvaguardare la cultura, gli usi e i costumi della comunità albanese: quattro stanze dedicate alle origini di questa popolazione.

Tra le cose da vedere a Civita c’è il leggendario Ponte del Diavolo, un antico ponte medievale di 36 metri sospeso sulle Gole del Raganello.

Uno dei luoghi più suggestivi di Civita avvolto da un’oscura leggenda: si narra che il ponte sia stato costruito da Lucifero in persona su richiesta di un proprietario terriero, il Diavolo in cambio però chiese l’anima della prima persona che lo avesse attraversato. Così l’uomo furbescamente fece passare per prima sul ponte una pecora, facendo andare il Diavolo su tutte le furie tanto da sprofondare negli abissi. Nei giorni ventosi sembra si senta ancora l’ululato del Diavolo.

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