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Rossano

Città bizantina ricca di arte e storia, famosa per il prezioso Codex Purpureus, le chiese medievali e il caratteristico centro storico arroccato sulle colline.

Rossano
La bizantina

La città di Rossano è chiamata anche La Bizantina per la concentrazione sul suo territorio di opere d’arte risalenti all’impero Bizantino, una località ricca di storia e arte. La sua storia si presume inizi con gli Enotri, ma acquisì grande importanza con i Romani che ne fecero un avamposto per il controllo della Piana di Sibari. Passeggiando per le vie del centro potrete ammirare diverse chiese e anche musei molto particolari.

La Chiesa di Maria Santissima Achiropita è il principale edificio di culto di Rossano e cattedrale della diocesi di Rossano-Cariati. Fu eretta nell’XI secolo su un preesistente romitorio e nel corso dei secoli ha subito molti interventi di rimaneggiamento, soprattutto tra il XVIII e il XIX secolo. La struttura, suddivisa in tre navate con absidi e una quarta detta delle cappelle, custodisce: un fonte battesimale del ‘300; un rivestimento in pietra di Cipro dell’Icona Achiropita del 400; quattro cappelle laterali del 600; tetti lignei dorati del 600; un grande organo a canne del 1622. All’interno della sacrestia, nel 1879, fu rinvenuto il Codex Purpureus Rossanensis attualmente custodito presso il Museo d’Arte Sacra di Rossano.

Il Codice purpureo, chiamato così per via del colore rosso porpora che ne caratterizza le pagine, è un evangeliario greco pregiatissimo che risale al VI secolo e che raccoglie, in 188 fogli di pergamena, i vangeli di Marco e di Matteo.

Il Museo d’Arte Sacra di Rossano è il primo museo istituito in Calabria, nel 1952. Il percorso museale si suddivide in due filoni: uno dedicato al Codice Purpureo, il secondo alla storia della Diocesi e della Città, attraverso l’esposizione di reperti e di oggetti suddivisi in aree tematiche e cronologiche.

Rossano nasce in un territorio noto per la liquerizia, tra le più buone del mondo, la famosa Liquirizia di Calabria DOP, “Oro Nero di Calabria”. Ed in questo sazio sorge il Museo della Liquirizia “Giorgio Amarelli”. Un museo molto particolare, che nasce soltanto nel 2001 per raccontare la storia della liquirizia e quella della famiglia Amarelli, la cui attività nel settore iniziò nel XVIII secolo. La sede del Museo della Liquirizia è un edificio del 1400 e contiene un vasto archivio con documenti, incisioni e foto d’epoca che illustrano la nascita dell’azienda e le prime forme di produzione.

Tra gli altri edifici sacri da non perdere, ci sono la Chiesa di San Nilo, la Chiesa della Panaghia, l’Oratorio di Santa Maria del Pilerio e diverse altre cappelle minori.

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